Entra nella stanza, saluta, squadra la ventina di manager, tutti incartati in migliaia di dollari di doppio petto. Raggiunge il grande tavolo ovale. Appoggia una cartelletta di pelle, la apre. Un altro sguardo. I doppiopetti della General Motors aspettano che parli, i più giovani che si sieda. Delusi i primi, i “junior” si lasciano convincere da un cenno del Presidente che invita tutti a provare le poltrone di pelle. Tutti sulle spine , tutti come manager di una grande casa automobilistica che chiede soldi in un periodo di crisi ad un presidente ecologista.
Rimane in piedi, continua a passarli in rassegna. Qualcosa non va. Obama si fa avanti sul tavolo, la mano sinistra piantata con la palma aperta sul tavolo, la destra chiusa in un pugno, appena appoggiata. Abbassa lo sguardo. Prende fiato. “Signori”. Il brusio si spegne in una pausa teatrale. “Chi di voi questa mattina non è venuto a quest’incontro con un jet privato?” Ora alza la testa e guarda gli occhi che si nascondono e le labbra che si contraggono di sdegno. Tamburella con le nocche sulla cartelletta. Annuisce. “Signori”. Si spegne il rinato brusio di voci stupite e offese. “Signori, chi di voi non possiede un jet privato?”. E’ il panico, di nuovo la domanda non chiama in causa nessuno dei presenti. Nessuna di quelle penne di platino, nessuna punta, inchiostrata del sangue di mille trincee finanziarie, si alza. Nessun manager GM può dire: “Io”.
Allora Obama li guarda, lentamente. Soddisfatto. Chiude la cartelletta. “Signori, non avete nessun bisogno di me allora”. Gira i tacchi e se ne va. Nella stanza lascia un mezzo sorriso e venti punti di domanda vestiti di tutto punto.
Non credo ci sia nulla di vero in questa storia. Fa solo parte dell’aneddottica che cresce intorno a un uomo giudicato “paladino” prima di poterlo dimostrare. Ma in fondo non ha importanza. Anche solo il prendere in considerazione la possibilità che ci sia qualcosa di vero è già importante. Che intrecciato al passaparola ci sia un sentore di verosimiglianza dà la misura. Pensare che..: Sì, Obama sarebbe capace davvero di farlo! beh è consolante. Se non altro coccola un la speranza che anche i più pessimisti nascondono ancora da qualche parte.